HZ002 – Come imparare e superare esami senza studiare

Questa volta non vogliamo parlare delle solite argomentazioni di elettronica come audio, radio, strumenti da laboratorio o accessori per auto, casa o modellismo, ma di qualcosa un pò più particolare, la memoria.

Solitamente c’ è chi paragona il cervello umano a un microprocessore, cosa alquanto sbagliata, primo perché il microprocessore non è altro che un chip che esegue funzioni matematiche a ripetizione, secondo perché tutto avviene in modo perfettamente razionale e prevedibile, mentre il cervello umano spesso è irrazionale, meglio così.

Veramente meglio così, perché se il cervello umano fosse un microprocessore biologico, nessun individuo avrebbe fantasia, gusti, stile o creatività e vivremmo in un mondo senza arte, cultura, musica e senza piacere.

Consideriamo invece la capacità di immagazzinare informazioni, ricordi e sensazioni, tipica del cervello di molti mammiferi quali pachidermi, felini, canidi, cetacei e naturalmente primati bipedi.

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Una parte del cervello (quella dedicata appunto ai ricordi) la potremmo paragonare a un grande contenitore dove finisce di tutto, sensazioni, emozioni lasciano una traccia ben definita come se si trattasse di una memoria RAM, EEPROM, PROM e ROM.

La parte definita ROM contiene quello che ogni individuo è in grado di fare in modo istintivo fin dalla nascita.

La parte PROM è quella che contiene le informazioni relative all’ apprendimento fin dalla nascita come leggere, scrivere, parlare andare in bicicletta, tutte cose che poi si fanno in maniera automatica, ma devono essere sempre apprese.

La parte EEPROM invece riguarda quelle cose che si imparano e si mantengono, ma se non si praticano per lunghi periodi si rischia di dimenticare, questa parte di memoria riguarda tutte quelle cose che si imparano studiando come lingue straniere, materie scolastiche o argomenti teatrali (che richiedono memorizzazione di atti), buona parte di queste informazioni possono risultare inalterate anche dopo molti anni, altre invece vanno sfumando gradualmente nel tempo.

Quanti di noi vedendo un vecchio film visto tempo prima abbiamo ricordato alcune scene e battute ma ne abbiamo dimenticate altre? Se il film è stato visto pochi giorni prima, i ricordi sono molto nitidi, ma se sono passati anni, la parte ricordata rispetto alla parte dimenticata, è sempre minore.

La parte paragonata alla RAM invece riguarda tutto ciò che non è di nostro interesse, quindi il cervello non presta attenzione e come si apprende, si dimentica subito.

Naturalmente è inutile dire che al contrario di un microprocessore o di un PC che quando viene spento si ferma in modo permanente, il cervello invece continua a lavorare.

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Questo fa si che ogni sensazione uditiva, visiva o olfattiva è convertita in un’ “informazione” che giunge al cervello e va a depositarsi in una determinata zona, per poi riaffiorare in un secondo tempo sotto forma di “ricordo”, ma la complessa elaborazione crea anche delle associazioni.

 

Basta solo vedere un oggetto o una scena per riconoscere di che si tratta, associando all’ informazione visiva, il suo corrispondente presente nella nostra memoria.

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Solitamente si tratta di cose inerenti alla sensazione stessa (sentiamo profumo di arrosto e pensiamo alla tavola col piatto pieno, le patate ecc,) ma a volte anche di cose non propriamente inerenti (ci ricordiamo di una persona che non vediamo da tempo o altro) perché come detto prima, il cervello non lavora seguendo schemi matematici ben precisi, come dimostrato nell’ immagine seguente, dove all’ immagine viene associato un evento:

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Stesso discorso vale per le informazioni dovute a sensazioni uditive, come l’ ascolto di alcune note musicali o spezzoni di brano che vano a “aprire quel cassetto” della nostra memoria dove troviamo associato anche il titolo e l’ autore.

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In passato molti studi effettuati hanno mostrato come l’ effetto “subliminale” possa permettere di acquisire certe informazioni in modo non stressante (come studiare intensamente) e di immagazzinarle in quella parte di memoria (definita EEPROM) in modo stabile, questo permette di disporre di tali informazioni in modo molto spontaneo come rappresentato nelle immagini precedenti.

 

L’ effetto subliminale può essere di tipo visivo o uditivo, in entrambi i casi il cervello percepisce l’ informazione in modo non stressante per altre funzioni, il tutto diventa più facile se nel frattempo non siamo impegnati in altre attività, per esempio dormendo.

Secondo recenti studi, sembra che sia più facile imparare le lingue straniere un’ ora per notte grazie a questo sistema, il tutto mentre dormiamo o siamo in uno stato di dormiveglia, la mattina ci si alza e si pensa spontaneamente a ciò che si ha appreso, tutto senza studiare e i ricordi restano nitidi anche dopo molto tempo.

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Il metodo da noi scelto è quello basato sulle informazioni uditive, come tutte le sensazioni, una volta percepite sono convertite in informazioni che vanno al cervello e in un certo lasso di tempo il cervello fa le sue associazioni generando l’ “informazione risposta” (esempio, se entrando in una stanza sentiamo un forte odore, la nostra reazione è quella di tapparsi il naso e poi di aprire le finestre per favorire il cambio dell’ aria).

Poichè il nostro cervello apprende molto meglio se si trova in fase di riposo (durante il sonno è il momento migliore), basterebbe assumere le informazioni nella prima ora di sonno attraverso un piccolo auricolare che le fa giungere direttamente al nostro cervello senza creare la reazione immediata (quella che viene creata come informazione risposta) e va a depositarsi in quella parte di memoria che precedentemente abbiamo definita EEPROM, e più l’ informazione viene ripetuta, più va in profondità, andando a formare un ricordo quasi indelebile.

 

Dopo quanto detto, vi raccomandiamo di seguire il progetto CZ004 del memorizzatore subliminale

 

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